Soffrire per amore


[Perdere un amore]

Buongiorno Dottoressa,

ho 31 anni e sono stato fidanzato per 14 anni e 2 di convivenza con la mia ex fidanzata. A Luglio 13 mi sarei dovuto sposare. A settembre 12 lei mi ha lasciato, innamorandosi di un’altra persona. Subito sono uscito dalla Ns casa e mi sono trasferito da mia madre. Il mio malessere era fortissimo, ma giorno dopo giorno sono riuscito a smaltirlo. A febbraio 13 ho conosciuto la mia attuale ragazza. Lei è tutto quello che ho sempre sognato in una ragazza (dolce, apprensiva, con dei valori e senso della famiglia). Per i primi 2 mesi è andato tutto bene, ma un giorno l’ho vista piangere e h rivisto in lei tutta la mia sofferenza passata. Sono caduto in depressione. Ho iniziato prima dallo psicologo, ma non vedendo risultati sono andato dallo psichiatra, che mi ha scritto 20 gocce di citalopram, 15 alla sera e 5 alla mattina di lexotan e 2 pastiglie la sera di pineal notte. Sono passate quasi 4 settimana da quando le prendo e qualche miglioramento riesco a vederlo. L’unica cosa che ogni tanto vado nuovamente in crisi e tutte le colpe le attribuisco alla mia attuale ragazza (ho paura di non essere vera,ente innamorato, ho pausa del futuro, ho paura di innamorarmi per poi essere nuovamente ferito, ecc….) Tutte queste cose mi devastano e nei momenti di crisi ho pensato anche di lasciarla. Io voglio con tutto me stesso questa ragazza, perché penso che sa la donna giusta della mia vita, ma in questo momento non riesco a vivere sereno e felice. Vorrei sapere cosa posso fare per riuscire ad uscire da questa situazione? Cordiali saluti

Carissimo,

Il suo racconto attiva in me tante domande, proprio perché lei sta raccontando di sé e della sua vita affettiva che per l’essere umano è un tema fondamentale sia quando c’è un amore sia quando non c’è!

Star male quando si è lasciati da una persona che si ama è normale e comprensibile, specialmente quando si era stabilito un progetto di vita insieme (come scegliere la data del matrimonio), tuttavia, in alcuni casi, la tristezza per la perdita non svanisce ma anzi peggiora trasformandosi in depressione. La persona lasciata si ripete “non potrò mai stare solo, la mia vita non ha più senso ora” e il pensiero torna sempre all’amore perduto.

A questo proposito sul mio blog ho inserito un commento su una notizia curiosa che ho trovato nel web: l’idea di avere un kit per cuori infranti formato da cioccolata, fazzoletti, musica romantica ecc.. una sorta di PRIMO SOCCORSO EMOTIVO (https://www.psicologasabinagodi.it/blog/?cat=3) e mi sono chiesta se effettivamente possa funzionare come strumento per risolvere le sofferenze da cuori infranti.. mah ai posteri l’ardua sentenza!

Quello che è certo dalla sua descrizione è che il rivedere la sua ragazza piangere, ha riattivato anche la sua sofferenza che molto probabilmente era stata sopita nel corso dei mesi precedenti, ma non elaborata.

Come dicevo poco fa essere lasciati da una persona corrisponde ad un lutto vero e proprio che ha delle fasi ben precise:

1.    Negazione della realtà e isolamento Si tratta di un meccanismo di difesa che ci permette di attenuare l’intensa fase iniziale del dolore. E’ una risposta psicologica temporanea.

2.    Rabbia Quando gli effetti mascheranti della negazione della realtà e dell’isolamento cominciano a svanire, la realtà ed il relativo dolore riappaiono. Ma non si è ancora pronti. L’emozione intensa è deviata dall’oggetto del dolore e riorientata e si esprime come rabbia. Rabbia che si può anche orientare verso il soggetto che ci ha provocato il dolore. A questo si può aggiungere un senso di colpa per essere arrabbiati e questo non fa che alimentare la rabbia stessa.

3.    Auto recriminazioni Si incomincia poi una fase in cui si auto recrimina su azioni che si sarebbero potute compiere per evitare o ritardare la separazione.

4.    Depressione Due tipi di depressione sono associati al dolore che provoca un lutto. Una depressione più profonda ed una più legata agli aspetti pratici che la separazione può comportare. La durata di questa fase varia da alcune settimane e sei mesi. Le manifestazioni più tipiche sono umore depresso, sentimenti di tristezza, inappetenza, crisi di pianto, agitazione e scarsa concentrazione.

5.    Accettazione Dopo la fase di depressione, i sintomi depressivi regrediscono e la persona tenta di tornare alla normalità. La durata di questa fase è variabile e non tutti riescono a raggiungerla.

Ritornando alla sua domanda credo che un percorso di psicoterapia possa sostenerla nel superare questa situazione. Infatti sicuramente può aiutare la persona ad accettare la sua sofferenza e comprenderne le sue origini, che a volte possono essere nascoste dietro l’evento della separazione. Ultimo ma non per importanza, l’obiettivo finale può essere quello di permettere alla persona di riprendere la fiducia in sé stesso e nell’altro per ricominciare una vita affettiva piena e soddisfacente.

Mi auguro di aver risposto alla sua domanda, se così non fosse sono a disposizione!

Un caro saluto!

Sabina

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