VENDETTA E DIPENDENZA AFFETTIVA


La leggendaria foto di  Harold M. Roberts. Il detenuto che indica il suo aguzzino nazista.
La leggendaria foto di Harold M. Roberts. Il detenuto che indica il suo aguzzino nazista.

Il desiderio di vendetta è un’emozione che fa parte dei nostri impulsi più elementari quando siamo vittime di un’aggressione o di un’ingiustizia.

La foto precedente è leggendaria, è stata scattata il 14 aprile 1945 da Harold M. Roberts nel campo di concentramento di Buchenwald, ritrae un prigioniero russo che indica con tono a dir poco arrabbiato una guardia tedesca disarmata e con un’espressione sul viso tra l’affranto e il rassegnato. Non so cosa suscita in te, ma in me evoca un senso di rivalsa, che ha il sapore di una tiepida giustizia!!

Sono sicura che, di fronte ad un torto subìto hai provato almeno una volta un chiaro desiderio di rivalsa se non addirittura di  vendetta e con l’immaginazione, hai fantasticato un piano sul come e quando realizzare piano di rivincita.

Allo stesso tempo ho letto una frase di Laura Hillebrand,

Il paradosso del sentimento di vendetta è che ti rende dipendente da chi ti ha fatto del male, facendoti credere che ti libererai dal dolore solo quando farai soffrire i tuoi persecutori.

Condivido in pieno la frase e penso che anche nel vendetta, nel senso di rivalsa si è dipendenti da una persona.

Ti sorprende? Eppure è così!

Siamo abituati a pensare alla dipendenza affettiva con le classiche frasi: “Io senza di te, non so vivere!”, “Tu per me sei tutto!” e “Tu sei la mia certezza!”.

Ma c’è il lato B! Si chiama dipendenza affettiva anche quando odiamo una persona.

A volte questo odio (rabbia disfunzionale) è solo pensato, altre volte è agito (mi sto riferendo alle separazioni coniugali difficili dove i figli sono usati come armi dentro un rapporto palesemente malato).

Quella rabbia che sa di rancore ti porta indietro, ai torti subìti ed è il segnale di un legame. Maggiore sarà il livore, maggiore sarà il livello di legame e dipendenza, tanto che potresti dirti “Sarò felice solo quando quella persona l’avrà pagata“.

L’immagine precedente credo sia esemplificativa… a volte è meglio chiudere un rapporto ed affrontare le proprie sofferenze, piuttosto che logorarci in una relazione malata, perchè amare significa anche amarsi!

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