Contattare la propria rabbia 2


Giovanni 35 anni, persona dal comportamento umile e remissivo, non riesce a dire no e preferisce compiacere le altre persone piuttosto che esprimere le proprie opinioni specialmente quando sono divergenti da quelle delle altre persone, teme che se esprimesse la sua rabbia, potrebbe nascere una lite dove lui comunque non riuscirebbe a difendere la sua posizione e proprio per questa paura del conflitto acconsente a ciò che dice il suo interlocutore. È molto attento agli altri e al loro benessere e poco predisposto ad accogliere i suoi bisogni

Quanto siamo in contatto con la nostra rabbia e quanto ci permettiamo di esprimerla .. assertivamente??

Nella mia esperienza professionale ho appurato che la persona con scarsa autostima fa difficoltà a gestire la propria rabbia… le prospettive sono: o IMPLODERLA (mandare giù il rospo… e fare finta di niente!) oppure ESPLODERLA (in maniera aggressiva e distruttiva).

Entrambe le posizioni creano malessere: la prima perchè mandare giù uno, due, tre, quattro… ecc… rospi … ha delle conseguenze: si rischia di percepirsi sempre “sottomessi”, senza potere. Dall’altro lato esplodere la rabbia ha una conseguenza nella relazione con l’altro (litigare più o meno furiosamente e rischiare di rompere un rapporto), inoltre il percorso è quello del pentimento e del senso di colpa dopo la sfuriata.

E allora??? C’è una parola importante nel nostro vocabolario: ASSERTIVITA’.. in sintesi è IO VALGO e TU VALI.

Essere assertivi significa comunicare la propria rabbia attraverso una dichiarazione trasparente e sincera: “Provo rabbia perchè sento di non essere considerato da parte tua, perchè quanto ti comporti in quel modo (descrivere il comportamento dell’altro) percepisco come se mi stessi considerando un ebete… e per questo provo rabbia!!!”

NON SI OFFENDE L’ALTRO E NON SI SVALUTA SE STESSI… è la terza opzione dove IO SONO OK E ANCHE L’ALTRO E’ OK!!

E voi cosa ne pensate??

Un caro saluto

Sabina


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2 commenti su “Contattare la propria rabbia