Gelosie normali e patologiche


“Gent.ma Dott.ssa,

sono  Silvia ho 35 anni  e la mia difficoltà si chiama GELOSIA. Tutti i rapporti che ho avuto sono stati contraddistinti da una forte gelosia che mi  portava a fare scenate o a pedinare il fidanzato del momento, senza che questo mi desse motivi apparenti di tradirmi.

Questa gelosia morbosa mi impedisce di avere relazioni stabili e alla fine quello che non voglio si verifica sempre cioè SOFFOCO LA PERSONA CHE MI E’ ACCANTO TANTO CHE RIMANGO SOLA. Che posso fare? Grazie. ”

Carissima Silvia,  dalle tue parole immagino che questa gelosia sia fonte di tanta insicurezza di te e dell’altro e che generi tanta paura di …  rimanere sola, tanto che come nelle profezie che si autoavverano : rimani sola realmente. Posso immaginare tanto dolore dietro questa dinamica psicologica.

La gelosia prende forma con la crescita. Se all’età di 5 mesi un neonato può mettersi a piangere quando la mamma entra nella stanza senza  curarsi di lui e con il pianto cerca di attirare la sua attenzione, a 9 mesi piange se la mamma è interessata ad un altro bambino (tipica del primogenito nei confronti del secondogenito) Un bambino ha molto presto la percezione realistica della propria debolezza di fronte ad un mondo complesso che non padroneggia e avverte che la sua forza deriva dall’amore che i genitori provano per lui. Ecco quindi che è del tutto normale, nelle relazioni affettive successive provare gelosia quando la coppia è in pericolo e si rischia realmente di perdere la persona a cui si tiene.

Carissima Silvia da quello che scrivi, definisci che la situazione reale non giustifica l’intensità delle tue reazioni e dei tuoi comportamenti e parli di gelosia morbosa

In termini psicologici nella gelosia morbosa  è come se ci fosse un triangolo formato dalla PERSONA AMATA, da un RIVALE (reale o ipotetico) e dalla PERSONA GELOSA, e l’idea più o meno consapevole di questo triangolo porta ad una attivazione delle seguenti funzioni: percezione, attenzione, memoria (“l’ho visto ieri che guardavi quella tipa al bar?”)  e di conseguenza può distorcere anche il pensiero (“tu hai pensato di andarci con quella li .. io lo so!!”)  tanto da portare la persona gelosa a ripensare a situazioni o fatti accaduti o immaginati  anche in altri momenti della giornata facendolo diventare un pensiero fisso, ossessivo.

Altro elemento importante è che di fronte a questo triangolo la persona gelosa si pone come  inferiore di fronte all’ipotetico rivale. Quindi chi è preda di questo sentimento pensa che gli altri valgano di più: che l’uomo che ha guardato la moglie al ristorante sia più attraente o che la ragazza vista al bar sia più sexy.  Nel geloso cronico il sentimento di insicurezza è una costante che può trasformarsi in una ossessione che rende la vita insopportabile ad entrambi, a meno che il partner si adatti a questa condizione, nel qual caso è la coppia, non solo  il geloso, a muoversi in un’atmosfera morbosa.

Alla domanda che cosa puoi fare, cara Silvia, credo che un primo passo è quello di focalizzare l’attenzione su di te e nello specifico  sui tuoi punti di forza, le caratteristiche di te positive e attraenti per aumentare la consapevolezza di te. Inoltre in questi casi un percorso psicoterapico può fare molto per permetterti di comprendere le radici di questa gelosia morbosa e quindi di restituirti un equilibrio  affettivo.

CHE COSA PUO’ FARE IL PERCORSO PSICOLOGICO-PSICOTERAPICO?

Infatti in termini generali una psicoterapia nei casi di gelosia morbosa può:

  • Evidenziare aspetti e significati nascosti della gelosia.
  • Prendere consapevolezza delle proprie potenzialità e ritrovare fiducia in se stessi.
  • Imparare a identificare e gestire le sensazioni che annunciano l’avvicinarsi di una crisi di gelosia.
  • Aiutare la persona a differenziarsi e sentirsi una persona autonoma e distinta dal proprio partner e riportare equilibrio nel rapporto di coppia.

Augurandoti di godere della tua capacità di stare con l’altro così come sei, affettuosamente ti abbraccio.

Sabina

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