Gent.ma Dott.ssa,
sono davvero esasperata, questo mese sono stata a 2 feste di amici (io odio le feste ma sono completamente incapace di mentire inventandomi una scusa per risparmiarmeli come vorrei)… ad un certo punto tutti ballano ed io rimango l’unica seduta in angolo che non so cosa fare (mi sentivo così osservata che non sono nemmeno andata a prendere un bicchiere d’acqua -.-) ed è bruttissimo perché per il solo fatto di essere in pubblico il cuore mi batte a 1000, divento agitata e mi sento così male che mi viene da piangere .. … in genere tartasso la mia migliore amica (l’unica con cui riesca ad uscire) di messaggi … anche se vorrei fare amicizia e chiacchierare con gli altri risulto completamente asociale.. è una cosa che mi fa stare tantissimo male proprio non so cosa fare… ogni volta che torno da una festa o da un’uscita con gli amici rimugino sul mio comportamento, dicendomi che la prossima volta dovrei fare questo.. dovrei fare quest’altro e poi … tutto è come sempre e io mi sto dicendo che non posso farcela contro la mia timidezza… come posso fare?
Carissima, mi colpisce la sua ultima espressione: non posso farcela contro la mia timidezza.. sembra una lotta! Il problema è che sta lottando contro parti di sé.. la provoco: lotterebbe contro il suo stomaco? Mi auguro che la sua risposta sia NOOOOO! E avrebbe pienamente ragione perché nella lotta si presume che ci sia sempre un vincitore e un perdente.. e la invito a riflettere sulla mia provocazione se vincesse lei che fine farebbe fare al suo stomaco? E viceversa se vincesse il suo stomaco che fine farebbe fare a lei? Forse il rischio che uno dei due soccomba e credo che sia difficile per una persona continuare a vivere senza uno stomaco e uno stomaco vivere senza una persona!!
Ecco che per analogia, la invito a riflettere sulla possibilità di trasformare questa lotta fra parti di sé (parti psicologiche ed emotive… se le immagini proprio come organi veri e propri) in un’alleanza fra le parti per riportare l’equilibrio psichico.
Penso che il primo passo sia quello di invitarla a chiedersi:
- Come ci arriva ad essere timida? Cioè che si dice dentro per andare ad una festa e non ballare? È possibile che ci sia un giudizio nelle sue parole … “tipo sono una sfigata” oppure “faccio schifo” (ho esagerato nell’espressione ma questa esasperazione mi serve per renderle più chiaramente l’idea!).
IN SINTESI L’OBIETTIVO E’ INVITARLA A RIFLETTERE SUL SUO DIALOGO INTERNO .. e sono sicura che potrà verificare che più intenso e “cattivo” è questo giudizio più dall’altro lato cresce l’insicurezza, la bassa autostima e di conseguenza aumenterà il suo comportamento timido e chiuso.
Se questo fosse corretto la invito a riflettere se fosse ripetitivo per lei “darsi addosso” anche in altre circostanze ….. LE STA BENE? Se la sua risposta è No, la invito a riflettere sul come mai non le sta bene … magari le opzioni di risposta possono essere perché questo le impedisce di esporsi ed esprimersi così com’è!
Bèh a questo punto le posso dire che è già a metà del cambiamento… è infatti fondamentale per attivare un cambiamento, riflettere e decidere su che cosa non le piace del suo comportamento.
A questo punto l’invito è questo di attivare quella parte che fa il tifo per lei e che le riconosce dei meriti e delle competenze. Questo le potrò permettere di acquistare sicurezza e fiducia in sé stessa e una volta acquisita fiducia in sé, darsi il permesso di sperimentarsi (come in una palestra!) negli ambiti che conosce ma con dei comportamenti nuovi, a volte anche piccolissimi, tipo andare a prendere da bere al bancone del bar!
Se percepisce che non ci sono cambiamenti nel suo comportamento e anche nel suo dialogo interno (cioè in quello che si dice dentro di lei), la invito a riflettere sulla possibilità di iniziare un percorso psicologico che le possa permettere di comprendere a pieno le causa della sua timidezza. Infatti, in questa risposta io le ho proposto una possibile causa, ma è logico che può non essere l’unica, ecco quindi che attraverso un confronto con uno specialista le sarà possibile definire l’origine della sua timidezza.
A disposizione!
Un caro saluto
Sabina

