Autostima… questa sconosciuta?


L’autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l’auto-approvazione del proprio valore personale fondato su auto-percezioni.

Il senso di autostima deriva da: elementi cognitivi ovvero il bagaglio di conoscenze di una persona, la conoscenza di sé e di situazioni che vengono vissute dal soggetto; elementi affettivi che vanno ad influenzare la nostra sensibilità nel provare e ricevere sentimenti, che possono essere stabili, chiari e liberanti; elementi sociali che condizionano l’appartenenza a qualche gruppo e la possibilità di avere un’influenza sul gruppo, di ricevere approvazione o meno dai componenti di quest’ultimo.

L’autostima è un fattore dinamico che evolve nel tempo e subisce variazioni anche notevoli nel corso della vita. Non si nasce con la giusta autostima, essa va piuttosto coltivata, curata, alimentata durante il corso dell’esistenza. Se una bassa autostima si dimostra un fattore di ostacolo nella vita di una persona, allo stesso modo un’autostima eccessiva può avere effetti deleteri. Ad un estremo ci sono infatti coloro la cui autostima è bassa, che solitamente si iper-colpevolizzano delle situazioni che li vedono protagonisti, possono vivere la paura di fallire e di sbagliare (in maniera sproposita) tanto che non si permettono di perseguire seriamente i loro obiettivi.

All’altro estremo coloro che godono (soffrono) di eccessiva autostima, finendo spesso col sentirsi sempre sicuri di stessi e ritenendo di fare sempre la cosa giusta, anche quando le cose non stanno così. Queste ultime persone corrono il rischio di non “accorgersi” dei propri errori, dal momento che la loro sicurezza personale è così elevata da renderli incapaci di vedere alternative di comportamento diverse da quelle prese in considerazione. Si parla in questo caso di autostima ipertrofica, ovvero iper-sviluppata.

AUTOSTIMA e ANSIA

In questo approfondimento prenderò in esame coloro che soffrono di bassa autostima, in quanto, tendenzialmente sono i più vulnerabili ai problemi d’ansia. La dinamica interna che si sviluppa nella bassa autostima nasce generalmente da una discrepanza tra la visione di ideale ed la percezione reale di sé. La visione di sé ideale è rappresentata da ciò che si vorrebbe essere, dalle qualità che si desidererebbe possedere, dal carattere e dalle capacità che si vorrebbero come parte costituente della propria persona. La percezione reale di sé è data invece dall’insieme delle valutazione (più spesso veri e propri GIUDIZI)  e delle conoscenze che la persona ha su di sè. Si tratta in sostanza di come ci vediamo, di come crediamo di essere.

A chi non è mai capitato di pensare “Vorrei tanto possedere quella capacità” oppure “Vorrei essere così ma non ne sono capace?”. Tutto ciò e perfettamente normale, la soglia viene valicata nel momento in cui la persona si giudica pesantementeSei un buono a nulla perché non hai saputo essere forte di fronte a quel collega, quella persona e non hai fatto valere le tue ragioni”.

E questi giudizi nel corso del tempo, portano ad una comunicazione interpersonale del tipo:  “NON SARA’ MAI IN GRADO DI…”,  e la conseguenza è una rassegnazione al fatto che non sarà mai come si vorrebbe che fosse. Così facendo la persona avverte paura di non farcela e come per “magia” si concretizza la profezia che si auto-avvera.

CHE COSA PUO’ FARE UN PERCORSO DI CONSULENZA PSICOLOGICA-PSICOTERAPICA?

Un percorso di consulenza psicologica-psicoterapeutica permette:

  • di favorire una realistica percezione di sè; si tratta di imparare a conoscersi, analizzando il proprio mondo interiore, focalizzando l’attenzione sui limiti e sui punti di forza. Nel farlo si raggiunge una tendenza all’obiettività, e può essere utile farsi aiutare da un professionista (psicologo-psicoterapeta), in grado leggere da osservatore esterno le dinamiche interne che si esprimono nelle relazioni con gli altri e nella rapporto con se stessi.
  • Il secondo passo abbassare il volume del giudizio e alzare il volume del prendersi cura di sé. Credo infatti che, anche nelle persone con forte autostima ci sia una voce (che non si vuol sentire a nessun costo!!) che svaluti e giudichi e proprio perché non la si vuol sentire, si alza al massimo la voce del “IO VALGO A TUTTI I COSTI!!”. Nella mia esperienza professionale ottimizzare i volumi dei pensieri auto diretti e prendersi cura delle emozioni correlate (paura di fallire, rabbia, dolore) è un buon modo per confermare quanto ottenuto al primo punto.
  • Terzo passo.. fare esperienza.. esprimere la parte di sé realistica e competente e impegnarsi per raggiungere gli obiettivi prefissati (calibrati con le proprie risorse interne ed esterne). Ognuno ha la capacità di raggiungere gli obiettivi che si è prefissato, a patto che siano realistici e scaturiscano dalla consapevolezza delle proprie potenzialità; inizialmente si potrà avere a che fare con obiettivi piccoli, in seguito si realizzeranno anche quelli più complessi e a prima vista difficilmente raggiungibili. L’autostima crescerà (o si abbasserà nei casi di iper-valutazione di sé) con l’aumentare degli obiettivi raggiunti e piano piano sembrerà più facile proseguire in questo percorso di costruzione di una sana autostima.

Occorre sempre sottolineare che si tratta di passi generici, ogni indicazione psicoterapeutica va valutata con attenzione a seconda del caso specifico.

Effettua il test per misurare la tua autostima.

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