Imparare la felicità


Dopo un secolo dedicato a studiare le sofferenze umane, gli psicologi hanno scoperto la felicità.

I primi studi sulla felicità sono stati fatti negli anni  ‘60, quando si comincia a capire che il boom economico non cancella le nevrosi, anzi forse le genera. Sono stati fatti degli studi dove vengono trovate delle tecniche per correggere gli atteggiamenti che alimentano l’infelicità. Socializzare, pensare positivo, coltivare le relazioni intime ed evitare di preoccuparsi per un nonnulla sono solo alcune di queste. Inoltre si è dimostrato che sposati e conviventi sono decisamente più felici di quanti vivono da soli.

Quale potrebbe essere la ricetta per la felicità?

Anche introversi e malinconici possono trarre piacere da un hobby, dall’amicizia, e dalle relazioni umane, spesso hanno solo bisogno che qualcuno gli ricordi che ci sono cose piacevoli cui dedicare tempo e energia. La Felicità quindi ha  una definizione più ampia e meno connotata.

Uno studio ha posto dei bambini di fronte ad un vassoio di dolcetti misti, e permettendogli di prenderne due, questi sceglievano per primo il loro preferito, poi uno diverso. Anche se le cose non sono cosi semplici, ci sono piaceri che una volta assaporati perdono il loro fascino; altri che non ci stancano mai, e altri ancora come le nostre pietanze preferite che dobbiamo concederci di tanto in tanto se non vogliamo che perdano sapore.

La novità è sicuramente un aspetto importante della felicità, ma l’elemento essenziale èl’opportunità di cimentarsi con prove sempre nuove. Ad esempio chi pratica sport, si impegna per rispondere a una sfida, che mette in gioco tutte le sue competenze.

Anche se sembra un emozione per pochi eletti, in realtà la felicità è più diffusa di quanto si immagini.

Come accennavo all’inizio gli psicologi si sono da sempre concentrati sul “cattivo umore” forse perché si pensava che la felicità e la gioia dipendessero non tanto da meccanismi interni, quanto piuttosto da fattori di origine esterna. Attualmente gli studi dimostrano che la felicità nasce da dentro. Non solo: essa ha un suo luogo e un suo percorso, che attraverso le vie profonde del cervello accende una scintilla in grado di riscaldarci. Da qui nasce la scarica di benessere che investe tutto il corpo. Pensate che gli effetti positivi della felicità si riflettono sul  corpo quali cuore, sistema immunitario e muscoli e al loro rilassamento.

Ringraziandovi per essere arrivati alla conclusione della lettura di questo articolo, vi auguro tanta felicità!

Sabina Godi

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