CON LE PAROLE DELLE DONNE…
Testimonianze sul tema della depressione al femminile

Oggi in Italia sono almeno 1,5 milioni gli adulti che soffrono di depressione. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che la depressione sia la quarta causa di disabilità e che la sua incidenza stia crescendo rapidamente.
Se poi si guarda ai gruppi specifici, essa è la causa principale di infermità per le donne comprese tra i 15 e 44 anni. Dunque la depressione è oggi in aumento, e specie tra le donne.
L’esperienza depressiva nella narrazione diretta che ne fanno le donne si connota nella generalità dei casi di:
- Stanchezza, demotivazione, mancanza di interesse, azzeramento del senso di sé, difficoltà del riconoscimento di sé, sentimento di estraniazione da sé, percezione di fragilità, debolezza ed incapacità, mancanza di desideri, mancanza di sentimenti positivi, ma anche incapacità di “sentire” i sentimenti e le emozioni quali la gioia, l’amore, l’amicizia, l’appartenenza, la condivisione.
- Queste sensazioni si accompagnano poi ad una sintomatologia psico-fisica multi variegata quale ad esempio: la perdita di appetito, l’insonnia, il pianto frequente e/o prolungato, l’ansia, l’irrequietezza, il panico, la paura di impazzire e l’angoscia di “non guarire”.
ALCUNE TESTIMONIANZE…
Basta leggere alcune testimonianze i donne per trovare tutti gli ingredienti per una “buona ricetta “di depressione al femminile: “il sovraccarico , la solitudine, il peso della responsabilità, la colpa, la mancanza di riconoscimenti, la stanchezza, e.. Il non vedere vie di uscita davanti a sé”.
LUISA
“Avvertivo un disagio che si manifestava con un malessere di natura fisica, per cui pensavo da un lato di essere malata, dall’altro poi mi rendevo conto che si trattava di un disagio psicologico. Mi sono rivolta prima al medico curante, poi ad un neurologo che mi ha dato una cura con psicofarmaci.: la situazione per un po’ è migliorata poi è tutto ritornato come prima. Avvertivo un crollo fisico tutte le volte che stavo un pochino più affaticata. Mi sentivo incapace di fare qualsiasi cosa e correvo a buttarmi sul letto. Avevo mal di testa tremendi, una specie di oppressione proprio sulla testa, arrivata al punto che non riuscivo più a camminare: ho avuto una paura enorme di quel momento e mi sono detta: “credo di stare impazzendo” . Da quel giorno non sono più uscita di casa per un mese: in casa stavo bene, se mi avvicinavo alla porta mi riassalivano le paure.
Collegavo i miei malesseri ad una serie di eventi accumulati negli anni precedenti: la malattia di mio marito, la malattia di mia suocera, il mio senso del dovere per cui mi imponevo di fare una serie di cose. Ricordo che poco prima di stare male, di avere tutti questi disturbi , non ce la facevo più a fare sempre tutto. Cominciava dentro di me ad esserci una specie di rifiuto, per cui poi mi sentivo male.
Era come se volessi dire “sto male” per non fare una certa cosa; a volte pensavo questo però poi non sapevo assolutamente come fare per evitare il tutto (cose da fare, doveri, malesseri).”
Vi è un tipo specifico di donna a rischio di depressione?
Ogni donna è a rischio di depressione. Non vi sono tipologie di donne più a rischio se per tipologie intendiamo caratteri di personalità, o ci riferiamo a tipologie sociali ed economiche specifiche. In ogni ricerca effettuata su tale argomento risulta che la morbilità femminile è trasversale ai vari gruppi sociali con diversi livelli economici e culturali. Cioè si ammala sia la casalinga che non; la donna istruita sia quella meno istruita, la donna di razza bianca che quella di razza nera, la donna della città come quella dei piccoli paesi.
CHE COSA PUO’ FARE IL PERCORSO PSICOLOGICO – PSICOTERAPEUTICO NEI CONFRONTI DELLA DEPRESSIONE?
Un percorso psicologico-psicoterapico basato sull’ascolto empatico e sul riconoscimento di sé, in termini di risorse interne ed esterne può permettere alla persona di prendere consapevolezza di sé e delle relazioni che instaura e responsabilizzarsi affinché possa prendere in mano la propria vita e scegliere per sé di soddisfare i propri bisogni.
Inoltre occorre precisare per molti pazienti con depressione o distimia l’associazione di psicoterapia e farmacoterapia sembra rappresentare il trattamento ottimale; l’eventuale associazione della farmacoterapia alla psicoterapia deve essere tuttavia attentamente valutata in ogni specifica occasione.
In linea generale, è possibile sostenere che un intervento terapeutico che consideri come esclusivo l’approccio farmacologico è da considerarsi sempre inadeguato; viceversa presumibilmente in una notevole percentuali di casi di quelle variegate condizioni che si definiscono genericamente come ‘depressione’ il trattamento psicoterapico può essere considerato il trattamento ottimale.
