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Lo farò domani

Salve Dott.ssa,
sono G. ho 30 anni [..] nel corso di questo periodo ho perso la voglia di fare, infatti, tutt’ora sono dietro ad una tesi di laurea che non riesco a finire, mi sono letteralmente bloccato perché rimando o la stesura, o il contatto con il professore che mi segue e in pratica sono due anni che sono fermo.  Mi sono reso conto che il mio problema è rimandare… [..] sono stanco che cosa posso fare?

Carissimo G., sento nelle sue parole molto tormento e dispiacere ..
Tutti, più o meno, siamo afflitti dal male del rimandare, cioè dal vizio che già Esiodo, nell’800 a. C., paragonava all’accidia. Non per niente procrastinare deriva dal latino pro (in avanti) e cras (domani). Per alcuni è un vizio momentaneo, per altri è un problema cronico. I risultati però sono eguali: tempo sprecato, opportunità non colte, performance deludenti, commiserazione, ansia e senso di colpa.
Perché si procrastina? La pigrizia, contrariamente a ciò che si pensa, non è il vero motivo. Molti adottano giustificazioni come “Aspetterò di avere l’umore adatto”; “Mi mancano le informazioni per prendere una decisione”; “Ho tante cose da fare prima”; “Lavoro molto sotto pressione, quindi aspetto..”. Ma, non appena abbiamo pronunciato queste parole ci rendiamo conto che sono scuse giustificate solo in apparenza. Infatti, la “psicologia del ritardo” contempla aspetti del carattere più radicati, tra cui il perfezionismo— non mi muovo finchè non sono sicuro al 100% - (quindi timore del fallimento?) oppure la convinzione radicata che non si è capaci di fare nulla e allora è meglio rimandare!
Impara a non rimandare Se rimandiamo sempre, otteniamo due effetti negativi: 1) viviamo nel futuro, cioè non siamo mai centrati sul tempo presente; 2) riempiamo la vita di azioni inutili, cioè di tutte le cose “insapori” con cui “giriamo attorno” all’azione che preferiamo rimandare. Ben presto il presente diventa il tempo della frustrazione e del senso di colpa che conferma quanto siamo inadeguati e incapaci a fare. E più sentiamo il senso di colpa, più rimandiamo, in un circolo vizioso. La soluzione è ritrovare il piacere dell’azione fatta “qui e ora”. Ogni azione, anche la più semplice, come ad esempio riordinare la casa, può riservare per noi un piacere se lo facciamo “perdendoci” in lei, senza pensare ai  risultati, al contesto, ma semplicemente “gustando” ogni singolo atto di se stesso”.


Carissimo G. allo stesso tempo credo che lei abbia fatto un atto di grande coraggio nel focalizzare l’attenzione sulla sua difficoltà, ora può scegliere che cosa farne di questa consapevolezza.. utilizzarla a suo vantaggio (cambiando la modalità che non le piace) oppure scegliere di procrastinare ancora??

Un caro saluto!
Dott.ssa Sabina Godi

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Sabina Godi

Via G.Gabrielli, 59 - 61032 Fano (PU)

PI 02363730413

Isc. Albo Psicologi Regione Marche n. 1836

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